Bollettino di Informazione Omeopatica per il Medico del futuro
Abbiamo inteso “costruire” un canale comunicativo per parlarvi di questo Metodo sperimentale, clinico e terapeutico che è arte nella comprensione dell’essenza dell’essere umano e nel cogliere il senso profondo della malattia.
Per consentirvi di entrare attivamente a far parte di questa rubrica, in calce ad ogni articolo ci sarà uno spazio ove formulare considerazioni o porre domande.
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La tematica degli “integratori” come titolata negli atti congressuali:
“Messaggi pubblicitari: Un’amica mi ha detto che”: considerazioni medico sociali e medico legali
Carlo Melodia, Goffredo Sciaudone
Premessa
L’Editoriale (Farmaco/rimedio omeopatico) è stato diviso in cinque parti nelle quali abbiamo esaminato e, solo apparentemente, affrontato più tematiche, dal rimedio omeopatico alla formazione del medico, ai risvolti sociali e a finire parleremo degli integratori alimentari.
In realtà, a veder bene, stiamo parlando in modo unitario di tanti aspetti che non possono ritenersi a sé stanti; con il rischio che nell’isolamento solo analitico si perda la misura del tutto, finalizzato alla tutela della salute del cittadino.
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EDITORIALE[1] - quarta parte
La necessità della formazione del Medico omeopata, già Medico convenzionale iscritto all’Ordine Professionale, per la tutela del cittadino
L’attenzione esclusiva al rimedio omeopatico non risolve da sola il paradigma dell’omeopatia… ma, mentre il rimedio rappresenta il supporto funzionale della visione metodologica che vede al centro il cittadino malato, emerge primariamente, in modo preponderante (Rodriguez-Sciaudone) il tema della formazione medica omeopatica per la conoscenza ippocratica del malato nella sua malattia.
Da qui nasce la costruzione metodologica dell’uso del principio di similitudine, attraverso il vitalismo intrinseco del soggetto storico, che fa emergere la conoscenza del singolo rimedio omeopatico.
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EDITORIALE[1] terza parte
L’APO-Italia (ASSOCIAZIONE PAZIENTI OMEOPATICI)[2]
Una immagine che ci riporta alle radici della cultura omeopatica a Napoli. Siamo nella storica Farmacia di Piazza Dante (Istituto Omeopatico Napoli) nata nel 1896. Voluta dal prof. Viglino, professore di scienze al Convitto “Vittorio Emanuele “, poi diventata Farmacia “Istituto Omeopatico”
Per gentile concessione di Marisa Certosino (Presidente Apo-Italia) e Barbara Luise
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Premessa
Il “RIMEDIO OMEOPATICO IL NON FARMACO”
Roma 12-13 dicembre 1988, Auletta dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio
“una proposta di riconoscimento”
Riporto questi fatti anche a ricordo e a proseguimento di un impegno sociale promosso e coordinata da Maria Teresa Di Lascia, ardente sostenitrice della Medicina Omeopatica in tante battaglie politiche, onorevole Radicale e segretaria di Marco Pannella. Fondò nel 1991 presso la LUIMO, l’APO (Associazione Pazienti Omeopatici)[2]. È scomparsa prematuramente nel 1994 a soli 40 anni; scrittrice di talento, premio Strega postumo per il suo libro: “Passaggio in ombra”.
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EDITORIALE[1]
Il farmaco/rimedio omeopatico in Italia è regolamentato dall’AIFA ed è commercializzato senza indicazioni terapeutiche, in assenza di trials specifici.
L’assenza delle indicazioni terapeutiche risulta però coerente con la metodologia dei simili che peraltro è stata validata come atto medico[2] e riconosciuta dalla legge dello Stato: Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013[3] e successivi
Considerazioni e riflessioni - Prima parte
Il retroterra storico culturale del farmaco-rimedio omeopatico e le sue proprietà in accordo con il principio di similitudine.
Considerazioni sperimentali e cliniche della metodologia omeopatica e convenzionale: dalla impostazione vitalistica di Ippocrate ad Hahnemann.
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Editoriale
Il 07-02-2026 si è svolto il seminario sul tema “psichismo e omeopatia” organizzato dalla LUIMO, che ha visto relatori Andrea Aversa ed il sottoscritto.
Tra i partecipanti, diversi medici non ancora omeopati e neanche studenti di omeopatia.
Naturalmente, scoprire, senza una preparazione propedeutica, e alla luce della sola formazione di base in medicina, che un rimedio omeopatico possa agire contemporaneamente sul corpo e sullo psichismo determinando gradi di libertà di vita e prospettive maggiori, diventa difficile e/o incomprensibile.

