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Il Tema del giorno

a cura del Dott. Carlo Melodia
Presidente della LUIMO

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Energia Universale

Lezione della Dott.ssa Rodriguez del 27.01.2001

… è fondamentale comprendere che lo studio della medicina omeopatica si rifà proprio al concetto di interazione, di significazione energetica, e di rispetto consecutivo di leggi.

Perché solo così noi riusciremo ad accettare che ci possa essere la guarigione del malato nel suo stato di malattia; solo perché mettiamo insieme, per similitudine, degli elementi espressi dal malato attraverso le parole, oggettivati anche da alcuni sintomi fisici, semiologicamente riconosciuti, ma soprattutto caratteristici di ciò che identifica il paziente nella sua unità biologica dinamica e psico-fisica relazionale.

Il tutto, per poter somministrare un rimedio che ha le stesse valenze di linguaggio scaturite dalla sperimentazione dinamica sull’uomo sano.

Che significa?

Stiamo parlando delle proprietà patogenetiche di un rimedio, evidenziate dallo sperimentatore che, assumendo il rimedio stesso (proving), ha cambiato il suo stato di equilibrio psico-fisico-relazionale e quindi ha manifestato, in un linguaggio naturale, quei sintomi della patogenesi indotta dalle proprietà del rimedio sperimentato.

Naturalmente questa è una esemplificazione, direi molto semplificata, di quello che è l’azione del rimedio omeopatico.

Il tutto è differente però dalla ipotesi farmacologica, dove si vanno a cercare i meccanismi d’azione nel confine della patologia diagnosticata e nella correlazione di una semeiotica generale della malattia: tutto ciò non intercetta l’unità del malato, come avviene invece nel paradigma vitalistico dell’omeopatia.

E d’altronde che cosa stavamo dicendo?

Che siamo in un unico campo di energia!

Il tutto unitariamente è in correlazione.

Sistemi aperti che con-vibrano e contribuiscono alla unità naturale delle cose; essi vanno conosciuti o riconosciuti dalla consapevolezza dell’uomo per orientare l’evoluzione con la coscienza, piuttosto che con l’apparente casualità primordiale, come vedremo.

È proprio questo che noi dobbiamo comprendere, avere presente, in quella che è la nostra ricerca per portare allo stato di salute.

Ossia per indurre l’organismo che si è ammalato e che sta in un unico campo di energia, a ristabilire l’equilibrio perduto con gli stessi mezzi che hanno determinato la malattia: similitudine.

Comprendete?

È proprio differente!

È un processo di reversibilità che, come è evidente, attraverso la metodologia omeopatica, noi andremo ad ottenere e a verificare, perché l’organismo riconoscerà tutto ciò che gli è simile per riportare lo stato di salute.

Parliamo quindi proprio di un processo di reversibilità, non solo della patologia che il paziente potrà presentare, ma anche di ciò di cui ha sofferto nel passato.

Parliamo del suo percorso patogenetico individuale (anamnesi) che è un continuum di malattie diversificate ma con origine unitaria: il malato.

Allora, voglio ripetervi ancora, forse non ce n’è bisogno, però voi mi dovete consentire di continuare ad insistere su questo fatto dell’energia.

Ossia, noi siamo vivi perché siamo energia.

Avremo tutti i meccanismi all’interno del nostro organismo, di tipo fisiologico, ma in realtà anche tutti i meccanismi fisiologici sono come un imbuto dove noi andiamo a ritrovare anche gli aspetti chimici, quelli biochimici, quelli molecolari; ma tutti questi elementi sono coordinati da energia e si muovono per energia.

La legge della similitudine è una legge naturale che sostiene l’attività dell’energia vitale, capite?

Noi andremo a fare questo assemblaggio dinamico, proprio per questo.

Naturalmente, l’energia vitale che cos’è se non parte dell’energia cosmica.

Vedete?

Ve l’ho detto in maniera sempre differente, però ritorniamo sempre allo stesso punto.

La natura non è caos ma movimento cosciente perché si può esprimere matematicamente.

Ciò che non è spiegato nel riscontro oggettivo sta solo aspettando una traduzione corrispondente in termini di scienza…

I pianeti girano nelle loro orbite sostenuti da una legge, come il movimento degli elettroni nell’atomo.

Le leggi naturali sono fisse ed immutabili.

Oggi, voi sentirete i colleghi che vi parleranno, appunto, di quelli che sono i principi della Medicina Omeopatica, che sono delle leggi immutabili e che si vengono a rappresentare completamente in quello che è la struttura sperimentale clinico terapeutica dell’omeopatia.

Adesso vi metterò di fronte a un lavoro sull’energia universale, per completare, anche, diciamo, per farvi spaziare maggiormente su quello che è questo concetto di energia, di questa convergenza micro–macrocosmo.

L'uomo è un frammento della materia vivente e quindi assoggettato alle sue stesse leggi, leggi che regolano tutte le manifestazioni della vita.

La materia non ha esistenza propria: essa deve la sua coesione e le sue facoltà- proprietà di trasformazione alla energia che l'anima.

Il paradigma omeopatico si inserisce proprio nel dinamismo dell’energia e segue leggi naturali proprie della materia vivente come la suscettibilità della Vis e l’adattamento costante.

La materia, la vita e il pensiero non sono che manifestazioni diverse di una sola e unica energia.

La volontà è qualche cosa di talmente importante … capire che cos’è la volontà è fondamentale.

Noi abbiamo un concetto sbagliato di volontà, abbiamo il senso che la volontà è ciò che noi dobbiamo obbligare.

La volontà è un qualche cosa che è insito in tutta la forma di essere della persona nel suo equilibrio, e quindi nella sua manifestazione.

Quando il Dottor Paschero parlava di amore, significava che tutto ciò che si dà, ritorna.

Ma è solo quando c’è questa convergenza totale, dinamica, della persona, dove la volontà è un qualche cosa di estremamente profondo nella vita dell’essere umano, la volontà è qualche cosa che esprime la totalità coerente dell’essere umano che lo innalza agli alti scopi dell’esistenza.

Non la volontà dettata dal cervello: io faccio questo perché devo ottenere questo.

“Tutto ciò che vive, tutto ciò che esiste, deriva da una sola, unica, energia: l'Energia Universale”.

Nell'universo tutto vibra, nulla è inerte; una pietra, miliardi di atomi in coesione, tutto in vertiginoso movimento.

Ogni individuo non è che l'assetto momentaneo di un accumulo di energie che si muovono senza forma.

Tutto evolve.

Non si potrebbe concepire un Universo formato da individualità differenti che evolvono ciascuna per proprio conto.

Ogni individuo, dunque, evolve in un senso determinato e vitale rispetto all'evoluzione altrui.

Ciò che chiamiamo la nostra vita è la morte di migliaia di esseri, e la nostra morte è la vita di altre migliaia di esseri.

Non vogliamo fare discorsi, diciamo, di metempsicosi, né di karma, però è per renderci conto che veramente siamo in un unico campo di energia.

Unico.

Una stretta solidarietà incatena dunque gli esseri e le cose.

Unisce tutte le manifestazioni naturali; nessun individuo può venir giudicato superiore o inferiore all'altro.

E pertanto la sola legge morale che ne consegue è una legge di amore che è l’espressione umana dell'unità dinamica tra micro e macrocosmo.

Osserviamo che cosa sono l’energia e la materia.

L'etere si condensa in nebulose, queste si condensano verso un punto centrale di attrazione.

Tale concentrazione produce uno squilibrio e, di conseguenza, un moto circolare, il quale fa sì che la massa si suddivida in nebulose secondarie sempre più dense, più vorticose, sino a che non si trasformano in soli che a poco a poco si raffreddano, si spengono, si circondano di una solida crosta, dove fa la sua comparsa la vita organizzata.

Così è nata la Terra, sistema che dipende dal Sole.

Essa dipende dal Sole, come tutto il sistema di pianeti, e dal Sole dipende tutto quanto ha vita sulla Terra.

L'analisi chimica ha rivelato che la materia – terra, oggetti ed esseri – è divisibile in particelle infinitamente piccole, molecole composte anche esse da un numero variabile di elementi: atomi, a loro volta divisibili in particelle subatomiche, e la varia combinazione qualitativa e quantitativa degli atomi fra di loro dà origine a ciò che cade sotto i nostri sensi.

Questi atomi non sono altro che una condensazione dell'energia eterea, simile a quella che ha prodotto i mondi.

Ogni atomo è accumulo di energia, un accumulo di energie immense, però di piccolissimo volume.

Queste energie si manifestano, si liberano, e degradano in forme variabilissime, come il calore, la luce, l'elettricità, i raggi X, etc.

La somma dell'energia dell'atomo non è immutabile, ma varia con lo staccarsi senza posa, dall'atomo stesso, di particelle immateriali che, dotate di velocità, vanno a disperdersi nei corpi vicini o negli spazi eterei.

Noi vediamo questa dissociazione della materia in alcuni corpi che ci sembrano stabili, ma è un fatto che essa esiste.

Tutto il mondo varia: l'edera, il muro, il ghiaccio e la roccia.

Senza questo mutamento tutte le forme sarebbero eterne, il mondo si sarebbe costituito una volta e per sempre, mentre noi vediamo che si muove, varia, cambia.

L'uomo non è che l'ultimo anello di una catena (che lo collega alla monade primitiva) mediante una evoluzione di migliaia di secoli.

Sappiamo pure che tale evoluzione viene ripetuta e testimoniata dall'embrione umano, il quale, durante i nove mesi di permanenza nell'utero materno, ripassa rapidamente, attraverso le varie tappe che l'uomo ha attraversato, e prende successivamente l'aspetto di monade, mollusco, pesce, rettile, mammifero, e finalmente di feto umano.

Tale evoluzione è stata raccontata, com’è noto, nei lavori di Lamark e di Darwin.

Ma quale?

Le condizioni dell'ambiente esterno e l’adattamento intrinseco della singola specie del pensiero di Lamark o la casualità probabilistica genetica selezionata dall’ambiente ipotizzata da Darwin in termini di selezione naturale?

…e ancora, la teoria della impronta esperienziale della nuova frontiera della epigenetica che ipotizza le informazioni, anche comportamentali, in assenza di una base strutturale specifica nei termini di una sequenza nucleotidica…

…e ancora…

Il tutto in un modello logico speculativo chiamato teoria.

Ma, a ben guardare con l’uso dell’intelletto e della filosofia, con la comparsa dell’uomo, l’evoluzione naturale introduce un nuovo piano non interpretabile schematicamente nel campo delle scienze: ovvero la conoscenza e la consapevolezza che ribalta il primato dell’ambiente, che diventa oggetto, di un homo sapiens soggetto della sua evoluzione e del suo ambiente.

La descrizione e la valutazione oggettiva dell’ambiente sono il riflesso del pensiero dell’uomo che determina leggi e speculazioni varie in quanto soggetto: che, essendo tale, non può delegare una scienza imperfetta perché incompleta, a rappresentarlo pienamente in stato di salute e di malattia; come pure nella programmazione prossima evolutiva!

Quindi con l’uomo sulla terra l’evoluzione perde l’ipotesi di una casualità sottoposta alla selezione, cosiddetta naturale.

Come emerge proprio dal pensiero dei filosofi greci che, con la loro mente cosciente, vedevano oltre l’analisi oggettiva e lineare dell’evidenza frontale e casuale, in apparenza.

Allora l’evoluzione aveva ed ha uno scopo?

La comparsa dell’uomo?

Del pensiero?

La risposta è intrinseca alla domanda: all’apice dell’evoluzione ritroviamo il soggetto: il tutto per l'energia vitale mentale che ogni essere porta con sé fin dalle sue più lontane origini.

Insomma, l'evoluzione dei viventi non è un puro fenomeno meccanico lineare e trascrivibile matematicamente, quello di cui leggiamo nelle teorie dei ricercatori, ma è un fenomeno di memoria, di acquisto di esperienze personali, di forza e di azione e di coesione, e soprattutto di volontà, di volontà di vivere nella conoscenza consapevole.

Continua…

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