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Il Tema del giorno
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Con l’approssimarsi del Santo Natale è il momento delle riflessioni. L’osservazione retrograda, inevitabilmente ci riporta al percorso di vita fin qui effettuato, alle nostre radici storico culturali, ai nostri Maestri non più fra noi e agli obiettivi auspicati.

D’altra parte, nell’opportunità ciclica della Rinascita, insita nel Natale, è implicita la possibilità di rimodulare il nostro cammino secondo nuovi orizzonti di conoscenza e di consapevolezza al servizio di una evoluzione unitaria; secondo l’aforisma di Francesco, “Signore ricomincio daccapo”; perché mai pago del precedente lavoro svolto. 

Un nuovo ciclo

Siamo perciò tutti consapevoli che il nuovo ciclo possa celare ulteriori opportunità di vita correggendo e migliorando, se possibile, almeno nelle promesse interiori, il nostro significato esistenziale individuale e sociale; ma dipende da noi! 

Nel dono della esistenza c’è intrinsecamente la speranza; essa va colta come aspirazione nel silenzio dell’attimo senza pensieri, per disegnare il nostro futuro terreno... e anche oltre... per chi ha il dono di Credere.

Le riflessioni

Tra le riflessioni che desidero condividere con voi tutti, in occasione del Natale 2025 c’è, in noi della LUIMO, la continua consapevolezza del nostro percorso di vita guidato dalla condivisione degli insegnamenti di Alma Rodriguez e di tutti i nostri Maestri di vita che l’hanno affiancata e che oggi non sono più materialmente; ma sono sempre presenti nei nostri cuori e permeano i nostri progetti e guidano le nostre aspirazioni.

Ultimo a lasciarci, agli inizi dell’anno, è stato l’indimenticabile ed insostituibile professore Goffredo Sciaudone; il più anziano, anche in termini di appartenenza alla LUIMO, presente già dalla prima ora nella nostra Istituzione e Presidente della interdisciplinare non omeopatica della nostra Scuola; appunto, un vuoto difficile da colmare. 

Goffredo Sciaudone ricordava sempre, nei suoi interventi magistrali, il significato delle nostre radici e i meriti del progetto di Alma Rodriguez, Fondatrice della LUIMO, che, in una visione unitaria ed imparziale, aveva visto, iniziato e indirizzato quello che riteneva dovesse essere l’insegnamento unitario multidisciplinare per la formazione di ciò che definiva “il medico del futuro oggi, l’omeopata”: di cui come gruppo sodale abbiamo raccolto il pesante testimone, con puro spirito di volontariato; animati e ricompensati “esclusivamente” dalla condivisione del “progetto” della fondatrice della LUIMO. 

Una persona illuminata

Alma Rodriguez è stata certamente una persona illuminata semplicemente per la constatazione di essere ancora oggi presente a pieno titolo nel nostro lavoro progettuale e il suo pensiero aleggia costantemente nelle nostre intuizioni e decisioni.

Alma è stata un esempio di coerenza nel tracciare e perseguire il suo principale obiettivo di vita con lo studio e la divulgazione della Medicina Omeopatica dalla quale, come sosteneva, emergeva la vera profonda conoscenza antropologica unitaria della persona umana; attraverso quella sperimentazione inedita sull’uomo sano, intuita e applicata da Hahnemann, per intercettare e orientare, con la similitudine, la reazione naturale di guarigione! 

Alma vedeva nella persona umana e nel malato, nelle sue circostanze, il vissuto, i pensieri e le relazioni che si modificano con il cambio da salute in malattia.

Quel cambio che, nella lettura anamnestica del soggetto storico, mostra una sopraggiunta sofferenza che, come una stratificazione successiva, diminuisce i gradi di libertà precedenti di quel malato; cosa evidente con la comparsa di nuove percezioni individuali che si riflettono su: 

  • le relazioni affettive, 
  • le amicizie, 
  • il lavoro, 
  • le alterazioni sensoriali, 
  • le funzioni organiche compromesse quantitativamente e qualitativamente, 
  • fino alla lesione e alla degenerazione tissutale; come evidenza oggettivabile dello stato di sofferenza…

Il tutto, sempre con perdita costante di quei piani di libertà naturali propri dello stato di salute precedente.

La responsabilità dell’insegnamento ricevuto

Nella quotidianità noi tutti della LUIMO viviamo con i ricordi di Alma che ci guidano nella pratica della vita come in quella professionale e soprattutto con quella percezione allargata ed unitaria del tutto… come ci è stato insegnato.

Tutto ciò affiora in noi nel silenzio di quell’attimo verticale, senza pensieri, ma che è invisibile quando da osservatori imparziali scadiamo nella confusione acritica frontale della dinamica esistenziale comune…

Quando, da attori del nostro vissuto, ci si abbandona alla pigrizia mentale e si diventa preda ed oggetto di una dimensione incosciente e vuota intellettivamente in cui dominano le suggestioni delle mode effimere con rafforzamento dell’ego e perdita dell’unità sociale naturale.

Da soggetto ad oggetto acritico

Questa perdita della propria autonomia dirige l’individuo, non più persona a questo punto, verso un conflitto di posizione acquisita che viene strenuamente difesa e in cui affiora tutta la paura esistenziale dell’isolamento; da qui un eterno conflitto tra posizioni ideologiche inconsistenti e funzionali alle concentrazioni di potere… in tutti i campi oltre che nella medicina… dove domina l’assetto socioeconomico piuttosto che la vera necessità in termini di complessità sociale… 

I piani della conoscenza

Animato da queste riflessioni personali osservavo, qualche giorno fa, anche lo sforzo comunicativo del nostro sito www.luimo.org in particolare del “tema del giorno” e, in parte dubbioso sul fatto che i nostri interventi rispecchiassero appieno il pensiero guida di Alma, ho ripreso nostalgicamente in mano il libro magistrale della nostra guida elettiva. 

Ripercorrendo le prime pagine degli insegnamenti di Alma Rodriguez mi sono reso conto di quanto ancora siamo distanti dal suo pensiero, o meglio non si tratta neanche di distanza ma di piani di conoscenza e di coscienza differenti; non interpretabili solo con gli schemi di pensiero comuni, propri della visione lineare organicistica imperante.

La linearità, che rispecchia la scorciatoia della nostra visione frontale e superficiale della vita, semplifica e interpreta il soggetto uomo nella riduzione parcellare organicistica perdendo, o non abbracciando, così, quella percezione di insieme o unitaria che anche il Paschero, in stretta affinità di spirito con la Rodriguez, aveva affermato essere il fulcro imprescindibile della nostra consapevolezza di vita e di medici. 

1987 Un episodio paradigmatico

Per avere il senso di ciò che dico riporto di seguito un episodio paradigmatico.

Alla fine, anni ’80 (1987), fui invitato a partecipare ad una tornata di un seminario di filosofia che era periodico: domande e tavola rotonda da cui in maggioranza si usciva malconci dalle critiche logiche degli intellettuali presenti. 

Personalmente, il tema affidato, fu quello della energia della vita in connessione con la visione omeopatica.

La giuria si riprometteva di evidenziare quell’anello mancante del metodo dei simili che ne avrebbe inficiato tutto il costrutto. 

Chiesi alla dott.ssa Rodriguez di poter presentare un suo lavoro, che mi aveva colpito per la profondità ed esclusività della visione raccontata: dal titolo “l’energia universale”. 

I giudici (professori di filosofia e di lettere, soprattutto) ascoltarono la mia lettura in silenzio… e poi applaudirono. 

Alla richiesta del presidente rivolta alla giuria di porre domande, come di consueto, contrariamente a quanto era avvenuto in precedenza, nessuno formulò domande e rivolse critiche. 

Alla reiterata insistente richiesta del presidente si fece avanti la filosofa che si era distinta per essere stata la più agguerrita con i relatori precedenti.

Così argomentò, con la tacita approvazione di tutti i suoi colleghi della giuria: 

«Ciò che abbiamo ascoltato è stato un insegnamento di vita e di conoscenza e come tale ha sovvertito la direzione del giudizio: l’osservatore e l’osservato hanno scambiato i ruoli, facendo nascere così riflessioni in ciascuno di noi della commissione giudicatrice che invece eravamo stati preposti proprio al giudizio dei lavori presentati!».

Il dono di Alma Rodriguez

Ogni Natale tradizionalmente la Dottoressa donava ai suoi medici e ai suoi amici un libro per meditare.

Di seguito, la breve ma intensa lettura tratta dal suo Libro di Lezioni1 vuole essere il dono a tutti noi di Alma Rodriguez per questo Natale 2025. 

Si tratta di un frammento di una sua lezione magistrale nel 2002, presso la LUIMO… 


Buon Natale 2025 e sereno 2026 a tutti i lettori da tutto lo staff della LUIMO

 Prologo

«L’esperienza con il paziente la paragono al nuotare in mare aperto dove non c’è da poggiare i piedi, ogni persona è unica, non ci sono certezze a cui fare riferimento, c’è sempre motivo di novità, “È un’avventura”. Allora non perdiamoci dietro a speculazioni di ordine psicologico, dentro analisi psicoanalitiche, piuttosto seguiamo una via semplice: la reazione individuale alla sofferenza è quella che ci dà la risposta»,

Alma Rodriguez.

 
FILOSOFIA DELLA BIOLOGIA
Sperimentazione e clinica, sono aspetti fondamentali della Medicina Omeopatica, e rappresentano la sintesi totale della sua metodologia.

Il medico che si prepara ad essere omeopata deve fare sua la metodologia sperimentale clinico-terapeutica omeopatica, assimilarla, per avere la certezza di saper agire in ogni circostanza patologica e su qualsiasi persona. Dobbiamo lavorare su noi stessi, l’altro, il paziente; è il simile che dobbiamo riconoscere nella sua analogia di stato; se noi medici non conosciamo il parametro, come potremo riconoscere la dinamica del cambio avvenuto nell’altro?

Questo è il nucleo della conoscenza che vogliamo riuscire a trasmettervi, e che voi dovete assumere come un fatto naturale, abbandonando i protocolli farmacologici previsti per le singole malattie, e impegnandovi nella conoscenza della vita dell’essere umano malato.

La Medicina Omeopatica, attraverso la sperimentazione pura, per similitudine dinamica, con i diversi stati di malattia individuale riesce a penetrare nel cambio psicofisico che li caratterizza, e la relazione che si stabilisce tra medico e paziente è lo strumento che ci guida in questo percorso di conoscenza dell’altro, del paziente, essere umano, unico e irripetibile.

L’applicazione della metodologia traccia un percorso circolare che deve essere compreso attimo per attimo, e che dirige tutta l’azione terapeutica, diversamente non avremo omeopati, ma prescrittori di rimedi e cattiva Omeopatia. L’ostacolo più ingombrante sono le nostre sicurezze diagnostiche, la dipendenza dalle indagini strumentali e cliniche e dalla farmacologia.

Dobbiamo comprendere che per fare veramente nostra questa metodologia scientifica, e anche un po’ un’arte, dobbiamo conoscere che cos’è il vero stato di salute e portare la persona umana a comprendere che per possedere lo stato di salute, prima di tutto deve conoscersi, capire ciò che è giusto per la propria vita, e solo allora comprenderà che la malattia è una questione di squilibrio profondo, squilibrio che ha predisposto e determinato la sua condizione di sofferenza attuale e anche che la guarigione non corrisponde alla eliminazione dei disturbi localizzati.

Sperimentazione, rimedio e clinica ci permettono di essere in grado di individuare la vita nel suo equilibrio e nel suo squilibrio.

Abituati con la pratica medica convenzionale a delegare la responsabilità della cura del paziente a tanti presidi che ci danno sicurezze potrà sembrarci almeno inizialmente che l’agire medico in Omeopatia sia caratterizzato da una certa insicurezza, ma è proprio nel “trittico”: Sperimentazione - Rimedio - Clinica, che la metodologia medica-omeopatica fonda la sua sicurezza scientifica.

L’insicurezza è la nostra sicurezza:
attenzione e osservazione

Dobbiamo sentire che stiamo interagendo con il nostro paziente, attraverso l’ascolto e l’osservazione senza mai dimenticare di osservarci.

Se non ci preoccupiamo solo di trovare il rimedio, ma ci occupiamo di percepire ciò che è predominante, eccezionale e straordinario nel puzzle della vita di questo paziente, senz’altro il nostro senso di insicurezza diminuirà. E quando sarete entrati nella vera dinamica della persona umana, apparentemente così difficile, vi accorgerete che è molto più facile che determinare gli aspetti nosografici, o anche solo il tropismo organico, scoprirete nuove chiavi di lettura.

Se io parto con la paura, di fronte all’incognita di ogni nuovo caso, o perché si tratta di una malattia eclatante, non vedrò niente, mentre io posso trovare una piccola chiave che fa parte di questa organizzazione, che è il nostro organismo, che non è fatta solo di cellule e apparati, ma è una organizzazione dinamica, una rete di trasmissione.

E se in questa rete troveremo anche solo un piccolo spazio, sarà per noi un varco, un pulsante che possiamo pigiare per avere delle risposte ogni volta sempre più chiare…

Adele Alma Rodriguez

1 ADELE ALMA RODRIGUEZ-UNA VITA PER L’OMEOPATIA, Ed. CeMON Napoli, 2023.
2 Tratto da: Lezione Magistrale, corso di formazione in omeopatia presso la LUIMO di Napoli, Dr.ssa Rodriguez del 26/01/2002.

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