Cara Alma,
oggi 27.07.2026, compi 95 anni della tua eternità, se è vero che le persone che hanno lasciato traccia di amore sopravvivono in eterno per le loro opere attraverso le altrui testimonianze.
Come un uragano venisti dal Venezuela a Napoli… per rifondare l’Omeopatia nella città che dal 1822 diventò il centro propulsore del metodo dei simili nel mondo… crocevia mondiale… mi dicesti già nel nostro primo incontro del 1980 che bisognava vivere e impegnarsi per tutto, ma con al centro un progetto… e mi mettevi una mano sul cuore ogni volta che lo dicevi, socchiudendo gli occhi.
Per te è stata l’Omeopatia quel progetto iniziato in primis con Antonio Negro.
Omeopatia con la O maiuscola e che hai assunto, nella tua visione unitaria del creato, come un modello di vita motivato dall’amore per il prossimo: “nessuno è meglio di un altro”.
Questo mezzo di conoscenza e di medicina, l’omeopatia, lo hai “trasmesso” nella essenza cosciente di tanti medici in pieno conflitto etico e deontologico consentendo loro di recuperare il senso della missione ippocratica: anche se non erano medici omeopatici ma semplicemente per il fatto di recuperare la visione unitaria del malato.
Paradossalmente, come ricordavo in altra, sei stata ascoltata, rispettata e compresa soprattutto dai referenti della medicina Istituzionale, in primis Goffredo Sciaudone e via via tanti cattedratici; alcuni ancora oggi docenti nel Comitato Scientifico Interdisciplinare della LUIMO…
La Presidenza della FNOMCeO ti nominò rappresentante per le MnC, e poi, non per caso, entrasti a fare parte del Comitato di Bioetica.
Molti cattedratici della medicina convenzionale divennero tuoi pazienti, spesso in modo riservato, per motivi di opportunità politica ed esistenziale “sic transit gloria mundi”.
Ti hanno eletta anche come loro alter ego nei consessi che contavano assieme a Goffredo Sciaudone, e Vincenzo Caianiello… con i quali rafforzavi il carattere di unicità della medicina ippocratica senza deleghe preconcette; come da giusto connubio etico e deontologico.
Ricordi quando all’Ordine dei Medici di Napoli, Presidente Giuseppe del Barone, parlasti dell’omeopata come del “due volte medico” e lo motivasti?
Da allora Giuseppe del Barone venne periodicamente alla LUIMO a presenziare i nostri eventi e presso l’Ordine presentò, assieme a Sciaudone, una proposta di sperimentazione pura omeopatica.
Poi, divenuto Presidente della FNOMCeO, ti volle per elaborare assieme una PdL che riconoscesse la medicina omeopatica e ancora sarete assieme nel percorso che passa da Terni 2002: trampolino per il Concordato Stato Regioni, che infine ha regolamentato le MnC.
La tua forza era l’assenza di compromessi e la determinazione in una visione unitaria del mondo.
Proponesti e realizzasti Tavole rotonde di dibattito scientifico tra i due modelli metodologici che mostravano, come dicevi, “l’altra faccia della medicina”, di una medicina unica al servizio del malato e di un medico formato ad individuare la giusta opportunità clinica del momento per quel soggetto storico.
Ricordo che nei tuoi Forum erano presenti Presidi della Facoltà di Medicina, giuristi, politici, filosofi della scienza, costituzionalisti, fisici… insomma una Consensus Conference, come si dice oggi, tracciata da atti condivisi…
Ricordi la meraviglia istituzionale quando nel 1988, assieme a Maria Teresa di Lascia, al Professore Antonio Negro, a Goffredo Sciaudone e al nostro piccolo, ma motivato drappello, di cui ricordiamo Maria Luisa Agneni, nella sede storica delle aulette parlamentari e sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, presentasti “il Rimedio Omeopatico il Non Farmaco” per una proposta di riconoscimento?
Il movimento che creasti in Italia, ammirato ed avversato come in tutte le vicende umane, non sarebbe stato possibile per una sola persona, ma tutto prese forma per il potere del tuo messaggio, il tuo pensiero puro e la visione unitaria ed imparziale del mondo: quello “dell’energia universale”.
Assieme all’umile e amato Tommaso Paschero ci insegnasti che la sofferenza sta nella perdita della visione unitaria e nella frammentazione dell’energia di vita già presente in nuce nella chiusura egocentrica propria dello stato di malattia; essa emerge come perdita della sintonia fisiologica e della autonomia reattiva unitaria con l’ambiente nell’ambito di un nichilismo esistenziale di difesa e spesso con necessità di potere.
Da qualche tempo, per diffondere i tuoi insegnamenti sul nostro blog, mi servo più che mai del tuo libro e rivivo emozioni, suggestioni, suoni e odori delle nostre meditazioni ad Assisi e del nostro viaggio intenso che, grazie a te, ha coinvolto le nostre coscienze.
Ma anche, rileggendo nel tuo libro pensieri e lezioni, scopro ancora qualcosa di nuovo che è in me attraverso le tue riflessioni profonde.
Come ci dicevi sempre relativamente al Maestro e discepolo…
“Sono qui per farvi scoprire quello che già è in voi”.
Grazie, siamo ancora nel viaggio infinito… di quella coscienza che hai fatto risvegliare dal sopore delle abitudini acquisite…
Sereno compleanno ALMA.
Carlo Melodia e tutti quelli che ti hanno amata e ti portano nel cuore.
