Leonardo e Vesalio
La nascita dell’Anatomia moderna
Filosofia e pensiero scientifico
di Stelio Mazziotti di Celso
La medicina moderna nasce dall’anatomia. Andrea Vesalio (1514-1564), medico fiammingo attivo a lungo anche in Italia, è considerato il fondatore della moderna anatomia.
Il suo monumentale De Humani Corporis Fabrica ha riscritto la conoscenza del corpo umano.
Basandosi empiricamente sulle dissezioni di cadaveri, ha potuto correggere tutti gli errori dell’anatomia galenica, su cui fino a lui si era basata la medicina.
L’opera è corredata da oltre trecento immagini, capolavori della silografia rinascimentale.
Dunque, l’opera di Vesalio è un trattato sistematico, ordinato razionalmente, illustrato in maniera eccellente.
La spiegazione della forma e della funzione delle strutture e degli organi del corpo umano non ha più nulla dell’ancora ingenua teleologia di Galeno.
Non si può non pensare al successivo quadro di Rembrandt (1632) La lezione di anatomia del dottor Tulp, che ritrae una lezione di anatomia svolta mostrando la dissezione del braccio sinistro di un cadavere.
Con le pinze, il professore solleva i tendini e fa come per imitare, con la sua mano sinistra, il movimento che quei tendini producono.
Il corpo che si vuole mostrare nel dettaglio della vivisezione è comunque un corpo vivente, la dissezione diviene essa stessa una messa in scena teatrale.
Le espressioni delle persone che lo circondano rivelano tutta la meraviglia e la costernazione per l’evidenza di questo moderno metodo di insegnare l’anatomia.
Vesalio ha anticipato l’idea, che si consacrerà poi nella filosofia dualista e meccanicista di Cartesio, del corpo umano come una macchina, di cui la dissezione mostra il funzionamento.
Il corpo viene dunque raffigurato come macchina nel momento in cui la scienza diviene meno contemplativa e più attiva.
L’atto della dissezione indica in effetti l’intenzione di intervenire e manipolare per cercare di dominare quella macchina che è la natura.
Come scrive David Le Breton nel suo saggio (2021) Antropologia del corpo, in Vesalio c’è ancora quasi lo stupore di aver sottratto il corpo dal suo contesto animato, quasi come se la dissezione lasciasse una cicatrice.
Ma la medicina moderna si stava avviando a considerare il corpo come qualcosa di inerte e meccanico, come un residuo dell’ego cogitans.
Non manca tuttavia una sensazione di meraviglia in chi si prefigge di raffigurare la complessità del corpo umano, quale sicuramente doveva avere Leonardo da Vinci quando, già sul finire del XV secolo, progettò un’opera che comprendeva, oltre un trattato di Anatomia, anche uno di Fisiologia e di Embriologia (sezionò allo scopo il cadavere di una donna incinta).
L’intento era più artistico che scientifico, ponendosi l’artista il compito di raffigurare in maniera veritiera i moti dell’animo espressi dal corpo.
Scrive Leonardo: “Spiegherò i quattro casi universali dell’uomo: e cioè la letizia con le diverse maniere di ridere, e la cagione del riso; i vari modi del pianto e la sua cagione; dalla lotta alla fuga, dalla paura alla ferocia…
Poi descriverò gli atteggiamenti e i movimenti del corpo”.
Di Leonardo ci restano disegni e appunti, poi raggruppati con il titolo di Quaderni di Anatomia, che dimostrano la sua passione per l’anatomia come non solo descrizione delle diverse parti del corpo, ma anche e soprattutto del dinamismo che le anima e le fa funzionare.
Disegnava spesso le parti del corpo nei tre diversi assi, viste e ritratte di fronte, da dietro e di lato.
Sapeva descrivere i muscoli nell’azione della loro tensione.
“Il disegno spiega il testo e non il contrario”: scrisse Leonardo.
Ed il suo famoso dipinto, L’Uomo di Vitruvio, è l’emblema della sua visione dell’uomo come centro dell’Universo.
Il voler dare basi scientifiche di conoscenza all’imitazione artistica della natura, dava anche una vertigine estetica alla scoperta scientifica del corpo umano.
E confermava nella Medicina l’alleanza di Arte e Scienza. La scienza è anatomia dei fenomeni, e tra tutti i fenomeni la fabbrica del corpo umano è il più meraviglioso.
Dunque, l’origine dell’anatomia moderna possiamo trovarla prima nell’insaziabile curiosità scientifica di quel genio che fu Leonardo; poi in Vesalio, un medico che seppe creare una didattica che illustrasse il corpo umano. L’osservazione rigorosa e la rappresentazione accurata sono i pilastri su cui si fonda la comprensione del corpo umano.
Già nelle sue Tavole anatomiche (1538) Vesalio aveva dato una chiara spiegazione del sistema vascolare e di quello osseo.
Nella sua opera principale poi, il De Humani Corporis Fabrica, riforma sistematicamente la conoscenza anatomica e la sua didattica.
Il suo nuovo paradigma scientifico basato sull’evidenza trovò l’opposizione dei detentori del sapere tradizionale, tanto che fu accusato di eresia.
La sua condanna al rogo fu tramutata, per intercessione di Filippo II, in un pellegrinaggio a Gerusalemme.
Morì a Zante, durante il viaggio di ritorno, all’età di 50 anni.
Riprendiamo in conclusione alcune osservazioni di David Le Breton.
La medicina moderna, ed in particolare la chirurgia, hanno avuto grande impulso da un’anatomia rigorosa, ma la clinica medica non può prescindere dal valore simbolico del corpo, oltre che del suo funzionamento meccanico.
«Lo zoccolo epistemologico della medicina poggia sullo studio rigoroso del corpo, ma di un corpo in assenza di gravità, scisso dall’uomo e considerato come ricettacolo della malattia.
«La malattia, scissa dalla storia della persona malata, rischia di diventare “un’intrusa, nata da una serie di causalità meccaniche”, in nome di un sapere del corpo che trascura l’uomo che soffre.
Continua…
