Si è svolta sabato 20 febbraio l’inaugurazione della sezione Omeopatia del Museo delle Arti Sanitarie, con un Convegno dal titolo “Napoli Capitale dell’Omeopatia”, svoltosi nella meravigliosa cornice del Complesso Monumentale dell’Ospedale degli incurabili, prima nella Sala Tecce, la sala dove San Giuseppe Moscati teneva lezioni di Anatomia, e poi in uno dei gioielli della struttura, il Museo delle Arti Sanitarie diretto magistralmente dal Prof. Gennaro Rispoli.  La giornata è terminata, per il centinaio di partecipanti, con la visita alla Farmacia Storica del Complesso, visita che regala emozioni forti, perché si ha la possibilità di entrare in un vero e proprio Sancta Sanctorum della Scienza, un luogo che non ha eguali.

La sezione Omeopatia è stata aperta grazie alla collaborazione di tre associazioni, la LUIMO, la Fondazione Negro Museo dell’Omeopatia e il Museo delle Arti Sanitarie, rappresentati rispettivamente dalla dr.ssa Adele Alma Rodriguez, il Prof. Francesco Eugenio Negro e il Prof. Gennaro Rispoli, con il supporto del Cemon Presidio Omeopatia Italiana. 

Il Convegno magistralmente condotto dal Prof. Gennaro Rispoli, Primario di Chirurgia all’Ascalesi e fondatore e direttore del Museo delle Arti Sanitarie, ha avuto un prologo in cui si sono avvicendate numerose personalità della medicina e della cultura della nostra città, per i saluti ai numerosi intervenuti.

Hanno preso la parola tra gli altri il prof. Goffredo Sciaudone, professore emerito di Medicina legale alla SUN e segretario della  Segretario dell’accademia di Scienze Mediche e Chirurgiche Della Società’ Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, il dr. Gino Farese del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Napoli, il dr. Francesco Marino, Presidente per l’Italia della LMHI e vicepresidente della FIAMO e la dr.ssa Marisa Certosino Presidente dell’Associazione Pazienti Omeopatici Italiani APO.

Dopo l’indirizzo di saluti, il convegno è entrato nel vivo con l’introduzione del Prof. Rispoli su come Napoli fosse, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, gli anni in cui arrivava l’Omeopatia dall’Austria, una capitale, se non LA CAPITALE, delle arti e scienze mediche, e non solo, dell’epoca. Il Convegno ha poi registrato l’intervento del prof. Francesco Eugenio Negro che con la consueta capacità affabulatoria, ha brillantemente narrato alcuni degli episodi chiave dell’Omeopatia a Napoli ai suoi albori.  L’avvocato Iacovone, erede della famiglia De Horatiis, ha portato la sua testimonianza sul grande uomo di medicina, Cosmo Maria de Horatiis, medico di Camera del Re e uno dei primi a “convertirsi” all’Omeopatia, diventandone una delle bandiere più importanti.   A seguire la relazione del dr. Carlo Melodia del direttivo LUIMO che oltre a svolgere il filo della nascita e dell’affermazione della Medicina Omeopatica in quei primi anni dell’800, ne ha narrato con acutezza e precisione anche il periodo di flessione a fine ‘800 a causa della reazione del mondo accademico più settario ed è arrivato sino ai giorni nostri, ripartendo dagli anni ’70, anni in cui veniva fondata la LUIMO e rinasceva l’Omeopatia in Italia. Infine Giuseppe Spinelli e il prof. Paolo Negro hanno parlato del Calendario Cemon Presidio Omeopatia Italiana, appuntamento ricorrente da oltre 10 anni, che è diventato un irrinunciabile oggetto sul tavolo del medico omeopata. Quest’anno il Calendario è stato dedicato ai francobolli e alle medaglie in Omeopatia.

Al termine la sala si è trasferita nei locali del Museo delle Arti Sanitarie dove si è ufficialmente inaugurata la sezione Omeopatia, con la firma congiunta tra LUIMO, Fondazione Negro Museo dell’Omeopatia e Museo delle Arti Sanitarie, di un documento di intenti e cooperazione che  li lega a continuare questo percorso, con l’impegno di organizzare periodicamente attività culturali legate alla storia dell’Omeopatia,  a ricercare altri documenti e reperti, a realizzare mostre e convegni sul tema.

E’ stata una giornata importante per Napoli e per l’Omeopatia e la presenza di un pubblico qualificato, ha messo il sigillo all’evento che speriamo sia fonte di molte altre attività di diffusione a favorire la maggior conoscenza dell’Omeopatia.

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